Tutorial - Elettronica

 

Dissipare il calore


...e quanto può diventare caldo ?

La temperatura a cui il silicio, che costituisce i semiconduttori, si danneggia, può oscillare tra i 200°C e i 300°C.
Si tratta di valori assai altri, ma facilissimi da raggiungere e dai quali occorre stare ben lontani.
Infatti l' alta temperatura causa due problemi di fondamentale importanza:

  1. a temperature elevate cambiano le caratteristiche elettriche del silicio stesso. Ne consegue che nei semiconduttori si possono innescare fenomeni di thermal runaway o thermal run-down, traducibile con "deriva termica".  Questo indica quando un processo si avvita su se stesso a causa di un aumento della temperatura che a sua volta crea condizioni per un ulteriore aumento della temperatura. Il silicio ha la caratteristica di aumentare la sua resistenza elettrica con la temperatura fino a circa 160 ° C, ma poi la resistenza inizia a diminuire. Con una elevata corrente si genera una elevata temperatura e questa produce una diminuzione della resistenza, il che fa aumentare la corrente, che fa aumentare il calore. Si innesca così un ciclo che distrugge la giunzione in pochi istanti o, peggio, crea zone di semi fusione nel silicio (hot-spot) che fanno degenerare le caratteristiche del componente.

Ricordiamo che la relazione tra corrente, resistenza e calore è quadratica:

P = R * I2

quindi, al raddoppio della corrente corrisponde il quadruplicarsi della potenza.

Nel caso dei circuiti molto complessi, come le CPU dei personal computer, la potenza dissipata in calore è funzione quadratica anche della frequenza; questo ha fatto si che la corsa ai gigahertz (che portava solo un pauroso aumento del calore) sia stata ad un certo punto interrotta per privilegiare la riduzione delle geometrie, che riduce la potenza persa.

L' estrema piccolezza dei componenti fa si che la loro superficie di scambio termico sia piccola e che la quantità di calore immagazzinabile senza danno sia altrettanto piccola: generando calore, il tempo di accumulo di una quantità tale da iniziare processi di fusione è molto breve.

Per questa ragione i costruttori fissano le temperature limite per le giunzioni generalmente tra 125°C e 200°C. Temperature che, comunque, è meglio non avvicinare troppo in quanto sono il limite massimo al di la del quale si innesca la deriva termica ed è assicurato il danno irreversibile al componente.
Questo danno non sfocia obbligatoriamente in fumo e fiamme, ma può, più subdolamente, manifestarsi con il degrado delle caratteristiche del componente; ad esempio, surriscaldare transistor ha come primo effetto una riduzione del guadagno.  

  1. maggiore è la temperatura, minore è la durata di vita che ci si può aspettare dal componente. Si calcola che una riduzione della temperatura di 5-10°C raddoppia le aspettative di vita per un semiconduttore.
    Quindi occorre mantenere ragionevolmente bassa la temperatura se si vuole un oggetto affidabile.

Inoltre una elevata temperatura, ovvero l' emissione di energia termica (calore) da un dispositivo può influire sui componenti vicini, creando problemi di affidabilità generale del sistema.

Alcuni componenti, come i resistori, possono arrivare a temperature elevate, ma altri, come i condensatori, hanno un accorciamento della vita quanto maggiore è la temperatura. Per ovviare a questi fatti, esistono versioni dei vari componenti in grado di trattare potenze diverse o di operare in ambienti con temperature maggiori. Ad esempio, per i condensatori, esistono selezioni per temperatura ambiente di 85°C, ma anche di 105°C e 125°C gradi; questo non deve destare meraviglia: la temperatura che si raggiunge in un vano motore di un' auto, all' interno di una macchina industriale o anche solo di un PC spesso può arrivare a questi valori.

Peraltro è possibile che una apparecchiatura debba dissipare una elevata potenza per breve tempo; l' uso di sistemi di raffreddamento complessi, ingombranti e costosi può essere inutile se la durata della sovra potenza è tale da permettere il rientro dei componenti ad una temperatura di sicurezza con l' impiego di un metodo di raffreddamento meno oneroso.

Se si prevede che l' apparecchiatura possa andare soggetta a temperature critiche per tempi troppo lunghi, una soluzione semplice è quella di associare un sistema termostatico che intervenga come "fusibile termico" o inserendo sistemi di raffreddamento ausiliari.

Per ragioni di sicurezza, ad esempio, gli elettrodomestici che generano calore (ferri da stiro, tostapane, ecc) hanno inserito nel loro circuito un interruttore termico o un vero e proprio fusibile termico che interrompe il funzionamento dell' apparecchio nel caso di sovra temperatura.

Se ne conclude che è sempre meglio evitare di avere punti troppo caldi in una apparecchiatura, sopratutto in sistemi chiusi in contenitori che non permettono uno scambio di calore con l' ambiente o che vanno utilizzati al di fuori dell' ambito domestico o dell' ufficio, dove le temperature ambientali sono abbastanza costanti.


La temperatura ambiente

Un aspetto della temperatura massima che non sempre è sufficientemente considerato è quello della temperatura ambiente.
Abbiamo visto nel modello "elettrico" del calore come la "massa" sia l' ambiente. Ma questa "massa" non ha potenziale 0, bensì dispone di un suo grado di calore, di una sua temperatura. Questa temperatura va assolutamente presa in considerazione nella valutazione termica, in quanto, ad esempio, la giunzione del semiconduttore, in una stanza con temperatura di 30°C, non può trovarsi ad una temperatura minore di questa, se non usando una pompa di calore.

Il silicio di solito può tollerare fino a 150 ° C, anche si i costruttori indicano valori tra 125 e 200°, ma l'altra estremità del circuito va determinata in funzione dell' applicazione. Quindi, in modo semplicistico,  possiamo dire che la temperatura massima della giunzione va considerata come la somma della temperatura ambiente più quella prodotta dalla potenza persa in calore:

Temperatura giunzione = Temperatura ambiente + TemperaturaPd

dove TemperaturaPd  è proporzionale al prodotto V * I ed alle resistenze termiche.

Se osserviamo, i dati tipici di un componente sono forniti con riferimento ad una temperatura ambiente, che è tipicamente 20 o 25°C.  Questo vuol dire che se la temperatura è minore, ci sarà un maggior spazio per il calore del componente, ma se la temperatura è maggiore, questo ridurrà la possibilità di produzione di calore nel componente. Ad esempio, se la temperatura ambiente è 10°C, potrò dissipare potenza per:

TemperaturaPd = Temperatura giunzione -Temperatura ambiente = 150-10 = 140 

ma se la temperatura ambiente sale a 60 °C

TemperaturaPd = 150-60 = 90 

In casa, in laboratorio o in azienda, magari con aria condizionata, si può assumere reale il 25°C, ma solitamente si trovano ambienti che possono arrivare a temperature molto maggiori o minori. Veicoli, quadri elettrici, macchinari, apparecchi posti all' aperto sono soggetti ad escursioni termiche molto ampie. 
Industrialmente, se si progetta per 60 °C, si dovrebbe essere abbastanza al sicuro, anche se in certi casi si utilizzano 80-85°C o più, mentre per il normale uso domestico, progettare per una temperatura ambiente massima di 40 °C è ragionevole; qualora si supponga che la temperatura ambiente possa salire di molto, probabilmente sarà utile inserire protezioni termiche o indicare i massimi operativi per un certo range di temperature.

Se quanto espresso finora è chiaro, possiamo proseguire.


 

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Aggiornato il 19/12/12.