Tips & Tricks - PIC

 


Transistor come buffer del microcontroller


Per realizzare buffer di interfaccia per le uscite digitali dei microcontroller, la scelta dei transistor è quanto mai ampia, perchè, a differenza delle applicazioni audio o di amplificazione in generale, NON ha alcuna importanza la linearità o il rumore, dato che il transistor viene impiegato essenzialmente come interruttore ON/OFF, lavorando in interdizione e saturazione.

Quello che interessa è:

  1. la massima tensione di collettore, che deve essere adeguata all' applicazione
  2. la massima corrente di collettore, che deve essere tale da supportare quella del carico
  3. il guadagno alla corrente richiesta
  4. la tensione di saturazione

Ne risulta che buona parte dei transistor è adeguata, praticamente tutti quelli in grado di gestire 100 mA o più, a seconda dell' applicazione. 

Abbiamo provato a creare una tabella che raccoglie alcuni dei modelli più comuni, dalla quale si potrà notare come, a parità dei parametri 1 e 2, l' uso di un componente piuttosto che di un altro è abbastanza indifferente. Molti transistor, anche con sigle assai diverse, ha parametri grosso modo analoghi, se non identici e che sono sensibili in funzione della corrente di collettore e del tipo di package (che limita la potenza massima).
Ad esempio, per comandare un carico da 100 mA, qualunque dei transistor della tabella, dal 2N3904 in giù, sarà utilizzabile.
Ci sarà la necessità di una selezione quando si cercheranno di comandare correnti più elevate: in tal caso, a parte la necessità di un transistor con una sufficiente corrente di collettore, si dovrà controllare anche il guadagno e la dissipazione di potenza.

Ovviamente la scelta cadrà sui componenti più facilmente reperibili, ma va ricordato che alcuni transistor sono sul mercato da molti, molti anni e, nel frattempo, sono stati realizzati altri prodotti migliori.
Quindi non ha alcun senso fissarsi su una sigla piuttosto di un' altra, solo perchè è più popolare sul web; la scelta può non essere la migliore e probabilmente un transistor diverso può fare meglio lo stesso lavoro.
Anche se alcune sigle possono essere poco note o comuni, questo non deve essere un motivo per non scegliere un componente che può essere migliorativo dell' applicazione.


Una tabella di riferimento per BJT

La tabella riporta, divise per fasce in relazione alla corrente massima, alcuni modelli di transistor NPN adatti come buffer nelle applicazioni a microcontroller.
La tabella indica i dati di massima del componente, il package e l' eventuale complementare PNP.
Sono elencati modelli facilmente reperibili e comandabili direttamente da  un pin di usacita digitale del microcontroller, nelle varie configurazioni possibili.

Sigla

Ic
[A]
Vceo
[V]
hFE Vcesat
[V]
Vbesat
[V]
Pd
[W]
Package PNP
BC547B .1 45 180 @ 100 mA 0.6 @ 100 mA 0.77 @ 100 mA .625
TO-92
BC557B 0.024
BC317B .15 45 160 @ 100 mA 0.5 @ 100 mA 1.05 @ 100 mA .310    
2SC1815 .15 60 100 @ 100 mA 0.25 @ 100 mA 1 @ 100 mA .4   0.163
2N3904 .2 40 60 @ 50 mA
30 @ 100 mA
0.2 @ 50 mA
0.3 @ 100 mA
0.85 @ 50 mA
0.95 @ 100 mA
.625
TO-92
2N3906 0.05
2N4124 .2 25 60 @ 50 mA 0.3 @  50 mA 0.9  @ 50 mA .625 2N4126  
MPS44G .3 400 40 @ 100 mA 0.75 @ 50 mA 0.75 @ 50 mA .625   0.78
KSP42 .5 300 40 @ 30 mA 0.5 @ 20 mA 0.9 @ 20 mA .625
TO-92
   
BC489G .5 80 160 @ 100 mA 0.5 @ 500 mA 0.9 @ 500 mA 1.5    
2N4401 .6 60 160 @ 100 mA 0.4 @ 150 mA
0.75 @  500 mA
0.95 @ 150 mA
1.2 @ 500 mA
1.5 2N4402 0.064
2N5550 .6 140 20 @ 50 mA 0.25 @ 50 mA 1.2 @ 50 mA .625   0.08
BC337-25 .8 45 160 @ 100 mA 0.7 @ 300 mA 1.2 @300 mA .625   0.046
PN2222A 1 40 100 @ 150 mA
40  @ 500 mA
0.3 @ 150 mA
1 @ 500 mA
1.2 @ 150 mA
2  @ 500 mA
.625
TO-92
  0.06
KSD1616A 2,3 1 60 180  @ 500 mA 0.3 @500 mA 1.2 @ 500 mA .75   0.28
ZTX450   2 1 60 100 @ 150 mA 0.25 @150 mA 1.1 @150mA 1   0.22
ZTX455 1 140 100 @ 150 mA 0.7 @ 150 mA 1.1 @150mA 1   0.46
BC639G 1 80 40 @ 150 mA 0.5 @ 500 mA 1 @ 500 mA .8   0.29
BC635 1 45 60 @ 500 mA 0.5 @ 500 mA 1 @ 500 mA 1   0.27
PBSS8110S 1 1 100 100 @ 500 mA 0.12 @ .5 A 1 @ 500 mA .83   0.26
2N2219 0.8 30 100 @ 150 mA 0.4 V @ 50 mA 1.3 V @ 50 mA 1
TO-39
  0.81
BC140-16 1.5 40 100 @ 100 mA
30 @ 1A
0.6 @ 1 A 1.8 @ 1 A 1.5    
TS13003HVCT 1.5 530 25 @ 500 mA 0.5 @ 500 mA 1 @ 500 mA 1.5
TO-92
  0.14
SS8050 1.5 25 120  @ 500 mA 0.5 @ 500 mA 1.1 @ 500 mA 1   0.04
ZTX653 2 2 120 100 @ 1A 0.3 @ 1 A 1.25 @ 1A 1   0.43
2STX1360 3 60 160  @ 500 mA 0.5 @ 500 mA 1.2 @ 500 mA 1   0.17
STX724 3 30 100  @ 500 mA 0.5 @ 500 mA 1.2 @ 500 mA .9   0.17
ZTX688B 2, 3 3 12 400 @ 3A 0,35 @ 3A 1.1 @ 3A 1   0.48
ZTX869  2, 3 5 25 200 @ 5A 0.22 @ 5A 0.95 @ 5A 1.5   0.89
BCU83 5 20 75 @ 3A 0.5 @ 3A 1.5 @ 3A .9   0.57
TIP31C 3 100 25 @ 1 A 1.2 @ 3A 1.8 @ 3A 40
TO-220
TIP30 0.49
D44H1 10 80 40 @ 8 A 1 @ 8A 1.5 @ 8A 70 D45H11 1.13
KSE44H 10 80 60 @ 8 A 1 @ 8A 1.5 @ 8A 50 KSE45H 0.45
MG6830 15 230 70 @ 5A 2 @ 5A 2.5 @ 5A 200
TO-3P
TO-247
MG9410 2.77
TIP3055 15 60 20 @ 4A 1 @ 4A 1.8 @ 4A 90 TIP2955 1.9
MJ21194 16 250 25 @ 8 A 1.4 @ 8A 2.2 @ 8A 250
TO-3
MJ21193 6

Sigla

Ic Vceo hFE Vcesat Vbesat pd Package PNP
BC517  4 .5 30 30000 1 @ 100 mA 1.5 @ 100 mA .625
TO-92
BC516  0.043
MPSA13  4 1.2 30 10000 @ 100 mA 1.5 @ 100 mA 2 @ 100 mA .625   0.10
TIP110  4 2 60 500 @ 2A 2.5 @ 2A 2.8 @ 2A 50
TO-220
TIP115  0.92
TIP112  4 2 100 500 @ 2A 2.5 @ 2A 2.8 @ 2A 50 TIP117  0.53
BD675  4 4 45 750 @ 2A 2.8 @ 2A 2.5 @ 2A 40
TO-126
BD676 0.6
BD677  4 4 60 750 @ 2A 2.8 @ 2A 2.5 @ 2A 40 BD678
0.52
BD681  4 4 100 750 @ 2A 2.8 @ 2A 2.5 @ 2A 40 BD682 0.57
MJE802  4 4 80 700 @ 2A 2.8 @ 2A 2.5 @ 2A 40 MJE702 0.56
BDX53C  4 8 100 2000 @ 3A 2 @ 3 A 2.5 @ 3 A 65
TO-220
BDX54C 0.57
TIP102G  4 8 100 1000 @3 A 2 @ 3A 2.8 @ 3A 80 TIP106 0.98
TIP135  4 8 60 1000 @ 4 A 2 @ 4A 2.5 @ 4A 70 TIP137 1.05
BDW93C  4 12 100 750 @ 5A 2 @ 5 A 2.5 @ 5A 80 BDW94C 2.81
TIP142  4 15 100 500 @ 5A 3 @ 10A 2 @ 10A 90 TIP147 1.95
MJ11016G  4 30 120 1000 @ 20 A 3.5 @ 20 A 3 @ 20 A 200
TO-3
  7.53

Sigla

Ic Vceo hFE Vcesat Vbesat pd Package PNP
LP395  5 .1 36 Ib = 3 uA 2 @ .1 A 0.9 @ .1 A  
TO-92
-  
LM395  5 1 36 Ib = 10 uA 2.2 @ 1 A 0.9 @ 1 A  
TO-220
- 4.9

1 -  transistor BISS a bassissima tensione di saturazione
2 - bassa tensione di saturazione
3 - guadagno >150
4 - darlington
5 - Ultra reliable power transistor

Ovviamente esiste una miriade di altri transistor utilizzabili: non sono, ad esempio, menzionati i tantissimi modelli delle serie giapponesi, che, peraltro, si trovano in quantità in tutti gli apparecchi elettronici consumer e non. Così non sono menzionati molti componenti della serie 2N,  assai interessanti, dato che in Europa probabilmente non sono immediatamente reperibili. Nel campo della potenza, poi, c'è un' ampia scelta di componenti non darlington, molto comuni. Questi, però, dato il basso guadagno, non  sempre possono essere comandabili direttamente dal pin del microcontroller e richiedono almeno un altro transistor. Chi intende usare questi componenti troverà facilmente in rete un mare di applicazioni.

Ci si può chiedere perchè una prevalenza di transistor in contenitori plastici.
Il motivo è semplice: la maggior parte del prodotto, oggi, ha questi contenitori. I packages metallici (T0-39, TO-5, TO-18, ecc) sono più costosi e le tecnologie attuali permettono di realizzare transistor con prestazioni analoghe se non superiori in TO-92. Ovviamente i contenitori metallici sono più adatti per essere dotati di dissipatore di calore e questa è una ragione perchè il TO-3 sia ancora un prodotto corrente. Però, a parte che l' elettronica consumer ha richieste di potenza inferiori al passato,  case come TO-3P o TO-247 o TO-220, sono più economici di quelli interamente metallici, più semplici da montare e danno praticamente prestazioni analoghe.
Per quanto riguarda le applicazioni industriali e di grande potenza, i semiconduttori hanno spesso case di forme ben differenti da quelle citate (hockey puck, SOT-227, ECOpack, GAl, GAR, ecc) allo scopo di trattare tensioni e correnti elevate.

I costi indicati sono quelli del catalogo RS alla data della stesura della pagina (tenendo presente che spesso il costo è unitario, ma c'è una confezione minima di acquisto di 5 o 10 pezzi e che il costo per quantità maggiori può essere più basso).
Per evitare ogni polemica, sappiamo benissimo che ci sono mille altri fornitori, come Distrelec, DigiKey, Mouser, Farnell,  oltre una miriade di possibilità di acquisto da piccoli rivenditori o eBay, AliBaba, ecc.
E' certo, come in tutte le cose, che un transistor MJ11016G si trova su eBay anche a 5.12€, ma lo stesso, sulla stessa pagina, è offerto a costi variabili fino a 16.20 € (più del doppio di RS!)  il che non consente certo di dire che questa scelta di acquisto sia sempre la più conveniente !!!!
La tabella non ha lo scopo di fornire "il prezzo migliore", ma di indicare alcune caratteristiche tipiche che possono facilitare la scelta del componente migliore in una data applicazione.
Ritenendo utile dare comunque un riferimento di costo, è stato indicato quello del listino di un distributore che ha una buon servizio. Anche gli altri, ovviamente, vanno più che bene ed ognuno potrà scegliere il suo preferito.  

Alcune osservazioni sulla tabella

Osservando le caratteristiche comparate dei transistor si possono rilevare alcuni punti che possono essere interessanti per la scelta del componente:

  • Praticamente tutti i componenti in uno stesso package hanno caratteristiche di potenza dissipabile analoghe. Se si verifica il foglio dati, anche la resistenza termica sarà simile. Questo vuol dire che, scelto un package, i limiti di potenza dissipabile sono da questo definiti e limitati. Per avere maggiore dissipazione, occorrerà scegliere un diverso package.
     
  • La tensione Vcesat solitamente è più alta nei modelli con un Vce elevata
     
  • Maggiori sono le prestazioni come corrente di collettore/tensione Vce , minore è il guadagno
  • Componenti con caratteristiche diverse dalla media hanno un costo più elevato della media 

Quindi, entro fasce delimitate, si può dire che, nell' uso per commutazione un modello vale l' altro.
la scelta dipenderà dalla disponibilità e dal costo. Esistono certamente molte eccezioni; così, nel caso in cui si voglia ottenere prestazioni superiori, si potranno selezionare i  modelli che offrono qualcosa di più: Vcesat bassissima o guadagno elevato o una maggiore potenza dissipabile o una Vce molto alta. 

Può avere molto senso la scelta di alcuni modelli tipici con i quali coprire tutte le esigenze. va da se che per uno sperimentatore o anche per un Laboratorio è probabilmente più conveniente avere pochi modelli ad alte caratteristiche in grado di essere utilizzati nelle più varie circostanze, anche se il loro costo è elevato, piuttosto che un mucchio di sigle di low cost che potrebbero non essere la scelta migliore. 


Quale transitor si può comandare direttamente dal microcontroller ?

Praticamente tutti quelli che hanno un guadagno sufficiente !

Il problema è quello della massima corrente erogabile dal pin del microcontroller. La corrente alla base (NPN open collector) è :

Ib = Ic / hFE 

Se fissiamo il massimo ragionevole a 20 mA per la corrente erogata dal port, abbiamo:

hFE Ic = Ib * hFE
20 400 mA
30 600 mA
40 800 mA
50 1 A
100 2 A
150 3 A
500 10 A

il che vuol dire l' impossibilità di comandare transistor a basso guadagno per alte correnti di collettore. Ad esempio, il classico 2N3055, che ha una Ic=15A, ma ha un guadagno minimo di 20 @ 4A, avrà obbligatoriamente la necessità di uno stadio intermedio anche solo per 600 mA, altrimenti, anche estraendo 25 mA dal port, più di1 A non potrà condurre. Invece un darlington, con guadagno oltre 500 potrà comandare teoricamente ampere o decine di ampere.
In ogni caso, come ripetuto più volte, bufferare le uscite del microcontroller ha come scopo non solo pilotare carichi con correnti/tensioni più alte della Vdd e di 25mA, ma anche per ridurre la corrente direttamente emessa o assorbita dai port. Quindi, anche nella scelta di un buffer esterno, è opportuno far si che le correnti che attraversano il microcontroller siano le minori possibili; questo allunga la vita al chip e costituisce un presupposto per l' affidabilità dell' apparecchiatura.


Corrente e potenza

I fogli dati forniscono dei valori di massimo per i vari limiti di tensione, corrente e potenza. A prima vista ci si sente autorizzati ad utilizzare un transistor in T0-92, che dichiara una Ic = 3A per almeno 2A. E' possibile questo ?

Dobbiamo considerare tre parametri:

  • la Vcesat: è tipica del componente e va considerato che varia a seconda della temperatura e della corrente di collettore.
  • la corrente di collettore Ic a cui intendiamo usare il transistor
  • la massima potenza Pj dissipabile dal package
  • la resistenza termica giunzione-ambiente Rθja

La potenza dissipata in calore sulla giunzione è essenzialmente data da:

Pj = Vcesat * Ic

Ovviamente questo prodotto non deve superare la massima potenza ammessa per quel dispositivo. Facciamo un esempio:

Il PN2222A dichiara:

  • la Vcesat  = 1 V @ 500 mA 
  • la corrente di collettore massima Ic = 1A
  • la massima potenza dissipabile dal package P = 0.625 W
  • la resistenza termica giunzione-ambiente Rθja = 200 °C/W

Se supponiamo che la Vcesat sia la medesima a 1A, vediamo cosa succede cercando di far passare questo ampere nel piccolo TO-92. La potenza dissipata sarà:

Pj = Vcesat * Ic = 1 * 1 = 1 W

Il che supera gli 0.625W massimi ammessi dal package. Quindi, una conduzione costante di 1A NON E' POSSIBILE

Quale è il limite ? Considerando un massimo di 0.625W con 1 V:

Ic = Pj / Vcesat  = 0.625 / 1 = 625 mA

Ma è proprio così ? Questi 625 mW sono prodotti in calore alla giunzione e vanno eliminati nell'ambiente circostante, altrimenti la giunzione fonde. Il calore passa dalla giunzione all' ambiente attraverso la resistenza termica Rtja del package, quindi la temperatura alla giunzione è:

Tj = Rθja * Pj = 200 * 0.625 = 125 °C

il che si avvicina pericolosamente alla fusione della giunzione, in quanto il calcolo più preciso deve comprendere la temperatura ambiente Ta:

 Tj = Ta + (Rθja * Pj)

 e con 40 °C ambiente abbiamo già superato il limite di sicurezza (150 °C). Quindi, a meno di ricorrere ad un dissipatore, il massimo che il transistor potrà dissipare, supponendo un ambiente a 40°C (il che è poco nel caso di apparecchiature chiuse, all' aperto, su veicoli o in ambiente industriale, dove il limite da considerare è 80°C), sarà:

Pj  = (Tj - Ta) / Rθja  = ( 150 - 40) / 200 = 0.55 W

A questa potenza la giunzione raggiunge il punto limite di temperatura; il package riesce, in aria libera, a scaricare il calore, ma risulterà molto, molto caldo al tatto.
Per una condizione di sicurezza occorre che il package non sia troppo caldo, a meno di utilizzare un radiatore.
0.55 W, con una Vcesat di 1 V corrispondono a 550 mA.  Se limitiamo la corrente a 400 mA, il calore risulterà minore.
Se consideriamo la resistenza termica tra giunzione package, Rθjc  con una dissipazione 400 mW, abbiamo una temperatura alla giunzione di 120°C e al package inferiore ai 40 °C ( che, al tatto, fanno percepire l' oggetto come caldo).

Siccome le caratteristiche dei transistor in TO-92, per quanto riguarda la potenza dissipabile e la resistenza termica sono molto simili, a meno di utilizzare un dissipatore, si può dire che prelevare più di 400 mW continui è improponibile e una condizione di sicurezza con Tj massima di 100 °C non permette di ottenere più di 300 mW (che in corrente, per l' esempio indicato, equivalgono 300 mA).

Questo non è un taglio troppo deciso, in quanto si valuta che ogni aumento della temperatura produca una riduzione statistica piuttosto significativa della vita del componente. Una progettazione di qualità dovrà tenere conto di questo.

Ovviamente esistono transistor a bassa e bassissima Vcesat , il che riduce, a parità di corrente, la potenza persa in calore; una riduzione della Vcesat  a 0.5V dimezza la potenza persa e permette il doppio di corrente.
Ad esempio, i transistor BISS a bassissima tensione di saturazione sono stati pensati per realizzare switch di uso universale nei piccolissimi packages per montaggio superficiale, dove le possibilità di dissipare calore sono limitate. Ne esistono, però, anche in TO-92, ad esempio il PBSS8110S con soli 0.12V a 500 mA. In queste condizioni la potenza persa in calore sulla caduta di tensione della giunzione è solo di 60 mW. Analoghi sono i transistor di Zetex: ad esempio ZTX869 ha una caduta di tensione di soli 0.08V a 1 A, il che equivale a 80 mW.

Così pure alcuni transistor hanno resistenze termiche minori e questo consente temperature di giunzione minori a parità di potenza. Ne deriva che, volendo spremere al massimo il componente, occorrerà fare una piccola selezione tra i tanti modelli disponibili e non accontentarsi del primo che capita in mano.

Lo stesso discorso vale per i transistor in TO-16, TO-220 e TO-3. In particolare per i darlington, praticamente gli unici transistor di questa fascia pilotabili direttamente dai pin del microcontroller.
Un BD677 dichiara:

  • la Vcesat: @ 2A = 2.8 V
  • la corrente di collettore Ic = 4A
  • la massima potenza dissipabile dal package P = 40 W
  • la resistenza termica giunzione-ambiente Rθja = 100 °C/W

il che permette al massimo 1.1W  di dissipazione senza radiatore, che, per sicurezza, vanno ridotti a non più di 0.8W.
Analoghe considerazioni per i TO-220 e TO-3, che potranno rendere maggiore potenza solamente se applicati su un dissipatore sufficientemente grande.

In conclusione, i parametri massimi dei foglio dati vanno presi proprio come parametri massimi, valori assoluti da non superare, mentre quelli di impiego reale andranno valutati in base alle reali caratteristiche dei vari componenti.

Le considerazioni qui fatte valgono per situazioni di comando ON/OFF e per carichi che sono mantenuti accesi in modo non impulsivo. Nel caso di modulazione, come nel PWM, il tempo di conduzione si riduce e la giunzione può avere il tempo per smaltire il calore. Quindi le correnti impulsive massime potranno essere più grandi di quelle statiche. Per contro, una esatta valutazione della possibile gestione di potenza ad impulsi da parte del transistor richiede calcoli più complessi, considerando situazioni che qui sono tralasciate, come i tempi di commutazione; l' argomento è ampio e non è trattabile in questa pagina.


Alcune soluzioni tipiche

Qualche indicazione per le realizzazioni pratiche.

Carichi fino a 25 mA
Il pin del microcontroller può erogare solitamente fino a 25 mA. E' pertanto possibile sfruttare questa possibilità per comandare direttamente piccoli carichi. LED, display a sette segmenti, relè reed e relè classici, cicalini, micro altoparlanti, micromotori. Carichi con resistenza da 180 ohm in su potranno essere connessi direttamente al pin (ricordare la necessità di un diodo in parallelo ai carichi induttivi). Una resistenza in serie sarà necessaria per limitare la corrente il LED e display.

Si ricorda che 25 mA è un massimo e va inteso come compreso nel limite massimo di corrente complessiva che il microcontroller può erogare. Questo massimo rende impossibile a più di qualche pin di far circolare contemporaneamente i 25 mA. Pertanto sarà possibile azionare uscite solo entro questo limite. Inoltre la corrente emessa (source) o assorbita (sink) dal pin passa attraverso il chip del microcontroller e contribuisce al suo riscaldamento: minore è, minore sarà lo stress per il silicio (e maggiore la durata della vita del componente). Si potranno utilmente impiegare buffer sia open collector che emitter follower, in modo da ridurre la corrente ai pin da mA a uA.

 

Carichi fino a 100mA.
Per quanto detto sopra, carichi oltre i 25 mA richiederanno un buffer. Ma sarà anche utile impiegare un buffer per carichi minori, sia nel caso in cui le uscite da attivare contemporaneamente siano molte, sia per ridurre al minimo la corrente nel microcontroller: questo non è un uso eccessivo di parti, ma indice di una progettazione volta alla sicurezza.
Comunque, oltre i 25 mA, il buffer è necessario. Moltissimi transistor sono più che adeguati per questo compito, basta che abbiano una corrente di collettore sufficiente e una tensione almeno doppia di quella applicata al carico. 

Ad esempio i comuni  2N3904, 2N4124, ma anche quelli con caratteristiche superiori vanno ovviamente bene, come PN2222A,  BC337, ZTX450, ZTX851, ecc. Tutti questi hanno una corrente di collettore massima di almeno 200 mA e una tensione massima di almeno 40V, il che li rende adatti per carichi da 100 mA a 24 V. Per quanto riguarda il guadagno, questi piccoli transistor in TO-92 hanno valori minimi che vanno da 30 a 100.

Si potrà realizzare uno "schema universale", come open collector, adatto per tutti, con questi valori: R1 = 1 k, R2 = 10 k.

Si potranno benissimo utilizzare anche darlington, come BC517, MPSA13 e simili, che hanno guadagno superiore a 5-10000; in questo caso la resistenza R1 sarà portata a 10-100k o più.

Ricordare la necessità di un diodo in parallelo ai carichi induttivi.

Transistor comuni come il BC547 hanno una corrente limite di 100 mA e quindi sono consigliabili per carichi che impiegano al massimo la metà di questa corrente. Altri modelli "classici" come BC107 e simili sono elementi previsti per amplificazione in bassa e media frequenza e hanno limiti di corrente di collettore molto bassi, per cui non sono adatti in questa applicazione.

Ovviamente sarà possibile utilizzare anche configurazioni emitter follower o transistor PNP, con le medesime considerazioni.



Carichi  fino a 500 mA.
I piccoli TO-92 hanno la possibilità di gestire tipicamente un massimo di 625 mW. Questo vuol dire che, con una tensione Vcesat media di 0.6V, si potrà controllare una corrente massima di 1000 mA circa.
Bisogna tenere presente, però, che questi piccoli transistor sono in contenitore plastico senza aletta per il raffreddamento, dato che non sono previsti per una gestione di "potenza" e nemmeno per lavorare collegati ad un dissipatore di calore. Quindi è molto ragionevoli farli lavorare quanto più freddi possibile; considerando un margine di sicurezza del 50% sulla potenza massima, solo un TO-92 con una Vcesat molto bassa dovrebbe essere in grado di maneggiare più di 200 mA.
E' ovvio che tutti gli elementi che hanno una corrente di collettore inferiore vanni esclusi dalla scelta, ma restano comunque vari modelli, di produttori diversi. Nonostante le sigle che paiono "esotiche", si tratta di componenti dalle prestazioni considerevoli e con costi non improponibili. Il fatto che non siano nel cassetto delle parti di riserva non deve escluderli dalle possibili scelte. Così saranno adatti ZTX540, ZTX653, ZTX688B, ZTX869, ZTX851, KDS16161, STX724, 2STX1360, SS8050, TS13003. Non disponendo di questi, si dovrà passare a transistor in TO-126 o TO-220.

Per transistor con guadagno di almeno 100 la R1 potrà essere da 560-820 ohm e la R2 da 47-68k, mentre se si vuole risparmiare energia si potranno calcolare valori di  R1 più precisi a seconda del transistor scelto.

Carichi 500mA - 1A
Se molti transistor TO-92 come quelli citati finora esibiscono correnti di collettore di 2, 3 e perfino 5A questo non vuol dire che possono essere impiegati per carichi così impegnativi. Queste correnti di massima sono da considerare per uso impulsivo, non continuativo.
Con una corrente di 1A e una Vcesat di 1.1V, si dissipano 1.1W sulla giunzione, il che supera le possibilità della maggior parte dei TO-92.
Se poi osserviamo le caratteristiche tecniche, la resistenza termica tra giunzione ambiente, per questi package, si aggira tra 120 e 150 °C/W; il che vuol dire, a 1.1W, raggiungere o superare la massima temperatura della giunzione e quindi distruggere il transistor.
Vale sempre il monito della vecchia scuola di progettazione, che mira alla sicurezza e alla durata delle realizzazioni:

"Se avete un componente che scalda, avete un problema". 

Questo è tanto più vero a livello di circuiti logici.
Applicare sistemi di raffreddamento ad un TO-92 non è molto pratico; si aumenta il costo del circuito (radiatore, pasta termo conduttiva, montaggio) con risultati limitati in quanto la resistenza termica giunzione-case non è di molto inferiore alla precedente e quella dei piccoli radiatori per TO-92 vale parecchi °C/W. Quindi, o si ricorre a transistor a bassissima saturazione oppure, meglio, per correnti dell' ordine dell' ampere o più, saranno da utilizzare transistor in contenitori TO-126, TO-220, TO-3, TO-247, che presentano sia una migliore resistenza termica giunzione-ambiente, sia sono predisposti per un facile collegamento con un dissipatore.
Va notato che i transistor di potenza hanno solitamente guadagni bassi o molto bassi; se il nostro scopo è il comando diretto dal pin del microcontroller si dovrà forzatamente utilizzare un darlington. Per contro, si deve tenere sempre presente che si avrà così una Vcesat consistente. 
Anche qui c'è una buona scelta tra i classici BD681, TIP110, TIP112 e simili, con almeno 2A di corrente di collettore e da 500 in su di guadagno.
Con hFE = 500-750 la R1 potrà essere attorno a 820-1.2k.

Attenzione a non farsi confondere dalle caratteristiche riportate nel foglio dati. Elementi in TO-126 possono dissipare 40W e in TO220, 50 W o più. Ma questi sono  valori massimi per il case a 25°C.
Con una corrente di 1A e una Vcesatt tipicamente attorno ai 2V, il transistor dissipa 2W. Se la resistenza termica giunzione-ambiente è 90-100 °C/W, senza dissipatore si supera ampiamente la massima temperatura di giunzione. E anche con un dissipatore, un TO-126 non potrà superare facilmente i 20W e un TO-220 i 50-70W. Quindi, mantenete sempre un ampio margine di sicurezza e, nel caso di elevate correnti, verificate sempre se è necessario un dissipatore.

 

Carichi fino a 5A
Aumentando la corrente, aumentano anche i problemi della commutazione. Questo diventa significativo per correnti da 5A in su e per PWM.
In questi casi non è consigliabile, e spesso neanche possibile, sopratutto su grossi carichi induttivi, pilotare direttamente il transistor dal pin del microcontroller, senza interporre una circuiteria adeguata.
Infatti è obbligo tenere presente che la commutazione di forti correnti o forti tensioni genera forti interferenze elettromagnetiche e sovratensioni che possono danneggiare sia il buffer che il microcontroller o, nei casi più subdoli, creare problemi di rumore sugli ingressi e rendere instabile l'esecuzione del programma, con le ovvie conseguenze.
Comunque, per carichi resistivi e LED, correnti da 5A sono affrontabili da un buffer open collector, sempre utilizzando transistor darlington. A parte i classici TIP, ci sono anche darlington in TO-3, con guadagno di 1000 e capacità di corrente oltre i 10A, come MJ11016.
Con 10A e un guadagno di 1000, la corrente di base richiesta dal transistor sarà 10 mA e, ovvero una R1 inferiore a 180 ohm, ad esempio R1 = 100-150 ohm .

Va da sè che con guadagni minori o correnti maggiori si può arrivare a superare i 25 mA emessi dal microcontroller il che rende, se non è ancora chiara, la necessità di utilizzare circuiterie più complesse per l' uscita, con almeno un altro transistor intermedio per elevare il guadagno complessivo. Questa soluzione, a fronte di un piccolo aumento dei componenti, consente di utilizzare transistor di potenza con tensione di saturazione minore di quella dei darlington integrati.

Ovviamente un sistema di raffreddamento sarà d'obbligo: con 10A di carico e 2V di Vcesat, sono da dissipare ben 20W di solo calore prodotto dalla caduta di tensione sulla giunzione, il che richiede un dissipatore massiccio o ad aria forzata, se occorre evitare alette di dimensioni eccessive. 

La soluzione al problema delle correnti (o tensioni) elevate viene dall' uso dei MOSFET, in cui non esiste più il limite del guadagno e che hanno una perdita di potenza sulla giunzione di molto inferiore ai BJT.
Occorre tenere presente, però, che il pilotaggio diretto del gate del MOSFET dal pin del microcontroller è possibile solo usando elementi detti Logic Level, altrimenti occorrerà interporre un gate driver.

Ovviamente, anche per correnti minori, l'uso del MOSFET,  che è disponibile anche in TO-92, impiegato in open drain, è solitamente vantaggioso rispetto all' open collector a BJT.

 

Tensioni fino a 48V
Secondo le normative di sicurezza, tensioni in cc superiori a 50 V iniziano a diventare pericolose per un contatto accidentale. Sia per questa ragione, sia per le basse tensioni a cui opera gran parte dei circuiti logici, le tensioni con cui solitamente si ha a che fare per alimentare relè, valvole , attuatori, piccoli motori, lampade, ecc varia tra 12 e 48V.
Occorrerà scegliere un transistor che abbia un margine nella Vce sufficiente ad operare con la tensione scelta, considerando anche che se la sorgenete di alimentazione non è stabilizzata, si possono avere valori anche assai maggiori di quello nominale e che la commutazione porta sempre a sovra tensioni, in quanto all' interno di un qualsiasi circuito reale una componente induttiva è sempre presente.
Quindi, transistor con almeno 40V di Vce per alimentazioni a 12V non stabilizzate o 24V stabilizzate e, meglio, maggiori (60V o più) per 24V non stabilizzati. Per tensioni superiori transistor da 80V o più dovrebbero garantire una sufficiente sicurezza.

 

Tensioni oltre i 48V
Può capitare di avere bisogno di un piccolo transistor per un alimentatore switching che eleva la tensione o per pilotare uno emettitore ultrasonico piezo attraverso una bobinetta in parallelo o simili, con forti componenti induttive nel carico. In questi case occorre un modello con una tensione maggiore dei 30-40V della maggior parte dei modelli comuni. Come si vede dalla tabella sopra, però ci sono molti piccoli transistor con Vce superiore ai 100V.  La scelta cadrà su questi modelli, sempre tenendo presente la necessaria aggiunta di diodi di protezione contro le tensioni inverse.  Stiamo comunque parlando di piccole potenze, perchè su potenze oltre il centinaio di watt, la commutazione dei carichi ricade nel caso seguente.

 

Carichi oltre i 10A e tensioni oltre i 50V
Lasciate perdere !

O meglio, se non avete il know how sufficiente per comprendere come simili carichi non possono essere comandati semplicisticamente con un open collector, rischiate danni ai componenti e possibili rischi personali.


Attenzione a non esagerare !

Non è certo possibile utilizzare semplici transistor in semplici configurazioni per carichi con correnti elevate, dell' ordine delle decine di ampere e oltre, anche se virtualmente non ci sono problemi se non la scelta di un transistor dalle caratteristiche adeguate: questo genere di applicazioni riserva notevoli problematiche, anche solo per lo smaltimento del calore. Quindi il comando di grossi motori, grandi elettrovalvole, teleruttori di potenza, celle elettrochimiche, riscaldatori industriali e simili richiede circuiti ben più complessi di un semplice transistor + resistenza e non è comunque alla portata di un dilettante, richiedendo specifiche conoscenze sia teoriche che pratiche.

Ugualmente, se la tensione del carico è molto elevata, non è consigliabile utilizzare direttamente un comando dal pin del microcontroller: la massa comune può essere un rischio in applicazioni con carichi alimentati a tensione di rete o comunque superiori a 50V, sia per l' utente che per il microcontroller. Meglio sarà implementare un qualche genere di isolamento, ad esempio attraverso opto isolatori, il che salvaguarda sia l' apparecchiatura che l' utente.
Si ricorda che le normative reputano pericolose per il contatto tensioni superiori ai 50V e, sicuramente, lavorare con tensioni elevate oltre il centinaio di volt richiede specifiche conoscenze sia teoriche che pratiche.

Altrettanto si deve dire per carichi fortemente induttivi, sopratutto se soggetti a commutazione veloce, come in un comando con PWM. Se le energie in gioco sono elevate, sono richiesti circuiti ben più complessi di un semplice transistor + resistenza, probabilmente con l' uso di altri tipi di semiconduttori (MOSFET, IGBT, ecc). Qui, il problema dei tempi di commutazione, delle energie accumulate negli induttori, ecc, diventano fatti critici: un sistema di controllo per un grosso motore industriale in continua, se non un inverter per alternata, sono casi ben differenti dal controllo di motori passo-passo per piccoli CNC hobbistici.

Infine è indispensabile ricordare che il comando di correnti o tensione elevate solitamente da origine a problemi di tensioni indotte e sovratensioni importanti, tutti fenomeni che possono influire sul sistema di controllo se questo non è stato progettato in modo corretto, implementando implementando le indispensabili misure per escludere l' effetto del rumore elettrico sul microcontroller (isolamento galvanico, circuiti di snubber, filtraggio degli ingressi, ecc.).
 

Il problema verrà affrontato non con semplice transistor in open collector, ma, allo stato dell' arte attuale, utilizzando componenti piuttosto differenti, come IGBT, IGCT, ESBT, GTO, MOSFET, ecc.  Ecco, ad esempio, un semplice drive per IGBT:


Da notare l' isolamento galvanico con opto isolatore tra la logica del microcontroller e il drive, minimo obbligo per comandare tensioni e correnti elevate.


Link utili

Alcuni produttori di transistor

 


 

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Aggiornato il 18/09/12 .